
Petizione contro la normativa italiana su canapa e CBD
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I 17 marzo 2025, il Parlamento Europeo ha discusso una petizione presentata da Mattia Cusani, presidente dell'Associazione Canapa Sativa Italia (CSI), per contrastare le restrizioni imposte dalla normativa italiana sulla canapa e il CBD. Questa iniziativa mira a verificare la conformità delle leggi italiane con la normativa dell'Unione Europea e a difendere il settore della canapa industriale.
Le restrizioni italiane su canapa e CBD
Le recenti modifiche legislative italiane, in particolare l'articolo 18 del nuovo decreto sicurezza e la classificazione del CBD come sostanza stupefacente, hanno suscitato preoccupazioni tra coltivatori e imprenditori del settore. Tali restrizioni limitano drasticamente la produzione e commercializzazione della canapa, compromettendo un mercato in crescita e ostacolando il rispetto delle direttive europee sulla libera circolazione delle merci.
L’intervento del Parlamento Europeo
Durante la discussione della petizione canapa e cbd, i parlamentari hanno evidenziato che la Commissione Europea sta valutando la compatibilità delle normative italiane con le leggi comunitarie. La Commissione per le Petizioni ha deciso di inviare una lettera formale al governo italiano per esprimere le proprie preoccupazioni e richiedere chiarimenti sulle restrizioni imposte.
Le reazioni del settore
Le associazioni di categoria e gli operatori del settore hanno accolto con favore questa iniziativa, sottolineando come la normativa italiana stia danneggiando un comparto che genera migliaia di posti di lavoro. Il dibattito sulla regolamentazione della canapa in Italia rimane aperto, con molte voci che chiedono un adeguamento delle leggi nazionali agli standard europei.
Conclusione
L’azione intrapresa dal Parlamento Europeo rappresenta un passo importante nella difesa della canapa industriale in Italia. La lettera della Commissione per le Petizioni al governo italiano potrebbe aprire la strada a un riesame della normativa e a un allineamento con le direttive UE, garantendo maggiori opportunità per il settore.